Etna. Quel vino è un vero vulcano

Torna a vivere, sull’Etna, la civiltà della vite e del vino. Quello che un tempo era il settore trainante dell’economica etnea, superato in agilità un periodo d’incertezza, torna a dar lustro ed occupazione alle cittadine che caratterizzano le pendici del vulcano grazie alla crescita di un prodotto d’eccellenza: il vino, ma è più giusto parlare di vini, DOC dell’Etna. A celebrare il “nettare degli dei”, oggi, c’è pure La Strada del Vino dell’Etna che s’inerpica dal mare alle colline sino a raggiungere il versante montano a cavallo fra il vulcano ed i Nebrodi. Quattro gli itinerari che costituiscono il percorso: tre in auto, uno con la Ferrovia Circumetnea, il trenino che s’arrampica fra le lave del massiccio etneo. Sulle pendici dell’Etna si coltivano le uve destinate ai DOC: Rosso, Rosati, Bianchi estratti da Nerello Mascalese, Cappuccio, Mantellato, Carricante, Catarratto, particolarmente beneficiati dal ferace substrato lavico. Il percorso evocativo attraversa i paesi etnei, tutti accomunati dall’architettura in pietra lavica, soffermandosi nelle campagne e nei vigneti dominati dal profilo del “Mongibello” (l’altro nome del vulcano) ed in cui svettano le sontuose case patrizie edificate accanto alle più umili case dei contadini. Insieme ad esse si scorgono i palmenti e le cantine che, lungi dall’essere solo il luogo delle botti, divengono sale per le degustazioni, luoghi da mostrare e dove accogliere i visitatori, rese ancora più gradevoli dalla mano di celebri architetti che le stanno adattando alle nuove esigenze, miscelando tradizione e senso estetico. Il primo itinerario, “Maremonti”, dal mare di Giarre e Riposto (Porto dell’Etna) si inerpica per i colli del versante Orientale del vulcano, raggiungendo di volta in volta piccoli abitati che in estate offrono un clima frizzante dove ripararsi dalla canicola e per questo ambiti dai villeggianti. Ci si ferma a Milo (che al vino dedica la rassegna “Vinimilo”) e poi a Santa Venerina luogo storico delle distillerie. Si ritorna, poi, verso mare oltrepassando Badia e Guardia sino a Torre Archirafi. Gli itinerari “La Via dei Castelli” e “La Littorina dell’Etna” (quest’ultimo con una carrozza ferroviaria del 1936) incedono nel comprensorio Settentrionale del vulcano risalendo la Valle del Fiume Alcantara e scoprendo il territorio in cui convivono tre parchi: dell’Etna, dei Nebrodi, dell’Alcantara. Si passa per Sant’Alfio (dove si trova il Museo della Vite e del Vino), Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, sino a raggiungere Randazzo e Bronte. Ultimo itinerario è “La Via della Zagara”. Da Belpasso, centro caratterizzatro nella sua parte più bassa dagli agrumeti, ci si inoltra per il versante Meridionale dell’Etna oltrepassando Nicolosi, Pedara e Trecastagni sino a Viagrande che, con la sua elegante frazione di Viscalori, presenta case gentilizie di grande pregio. A Viagrande si trova l’Azienda Vinicola Benanti in cui è possibile effettuare la degustazione guidata di vini e le visite (anche in lingua inglese) al vigneto centenario, al palmento ed alla cantina. Il menù presenta prodotti tipici locali rigorosamente di stagione. Nel periodo a cavallo fra primavera ed estate, è possibile apprezzare la grigliata con miele di castagno dell’Etna da gustare con un rosso; i panzotti al ripieno di melanzane conditi con salsa al pesto siciliano (anche in questo caso è indicato un rosso); cuscus freddo di verdure (bianco fresco) e controfiletto arrosto di verzella (si torna sul rosso). A chiusura le ciliege dell’Etna e dolci tipici siciliani (paste di mandorla, cannoli) con cui assaporare il passito di Pantelleria.